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Pirati Dei Caraibi 2: La maledizione del forziere fantasma

Categoria: Avventura
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Caricato da: ahriman chaos - Data 02-11-2011 23:16
Avevamo lasciato la giovane aristocratica Elizabeth Swann e il suo devoto compagno Will Turner a un passo dalle nozze e il pirata Jack Sparrow a un passo dalla libertà, sulla terra ma non troppo lontani dal mare. sattamente lì li ritroviamo nel secondo capitolo della saga piratesca. Se la fuga rocambolesca di Jack ha un esito favorevole, meno fortuna avranno gli sposi promessi: arrestati, separati e rigettati nel mare dei Caraibi, ancora una volta a fianco di Sparrow e a caccia di un cuore. Quello perduto e innamorato del leggendario Davy Jones, padrone redivivo degli oceani e comandante dell’Olandese Volante, un vascello fantasma che fa incetta di navi e trascina negli abissi dell’oceano le anime delle ciurme. Sparrow gli ha venduto la sua per riscattare la Perla Nera, la nave a lungo cercata, e solo il cuore trafitto di Jones scioglierebbe il patto faustiano. Molti altri bramano il forziere in cui il cuore è conservato e non sempre per ragioni nobili. Si naviga a vista… Sorprendente e smargiasso, come Sparrow, è il sequel dei Pirati dei Caraibi, firmato ancora una volta dalla coppia Ted Elliott e Terry Rossio e filmato da Gore Verbinski. Un equipaggio vincente non si cambia né sotto né sopra coperta, pertanto ci sono conferme anche nel cast: l’innamorato Orlando Bloom di Elizabethtown e l’orgogliosa senza pregiudizi Keira Knightley, di nuovo amanti sotto la Prima Luna caraibica. In mezzo c’è Johnny Depp e il suo capitano Sparrow, seduttore sedotto che perderà anch’esso cuore e nave per la donna del suo compare. Non c’è un altro pirata capace di entrare in schermo come Sparrow: dentro uno scafo pieno d’acqua nel primo episodio, dentro una bara galleggiante nel secondo, travolgendo lo spettatore con una presentazione carica di promesse, traboccante d’acqua e di avventure. Il talento istrionico di Johnny Depp è capace da solo di descrivere il tempo e il luogo del racconto: quello epico dei pirati, quello fantastico dei vascelli spettrali (l’Olandese Volante), quello magico dei forzieri fantasma. Verbinski restituisce al cinema la magia letteraria delle isole di Stevenson, le neverland popolate da cannibali e mosse dal mulino a vento in cui si arena la Perla Nera di Sparrow, riconquistata a colpi di spada e governata fino alla fine del mondo, quello del terzo e ultimo capitolo (Pirates of the Caribbean III: World’s End). Parola di pirata e non di marinaio.

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